trentuno
Fai rumore, riempi le crepe nel muro con il rumore.
Le crepe di questi muri dipinti, ornati di fiori e pennellate astratte.
Riempi queste stanze sole, con i rumori,
e da lontano ascolto quelle sedie grattare il pavimento.
Sento gli sportelli della credenza bianca chiudersi con rabbia.
Sento questi cassetti, dove ho riposto le posate, agitarsi,
per coprire il silenzio che hai seminato.
Fai rumore.
E i tuoi rumori prendono il posto delle parole,
del fiato e delle parole calde.
Lasciano l’eco.
Fai rumore.
Riempi queste stanze sole, dipinte, colorate di arancione, di dolore.
Il dolore ricopre tutte le cose,
le sedie,
le posate amare che sanno anche loro di dolore.
Le porte sbattono e dietro le porte si nascondono i tuoi lamenti,
la tosse
Dev’essere pesante il silenzio che c’è dentro il tuo cuore.
Dev’essere pesante cullare le tue parole morte.
Non so più se mi piace il silenzio, non so più se mi piacciono queste pareti dipinte di arancione.
C’è questo dolore che fa rumore,
nel mio trentuno di dicembre.


